Le "Città Invisibili" di Italo Calvino è romanzo che oscilla fra il racconto filosofico e quello fantastico-allegorico; si tratta di un libro che non ha una storia di per sé - non c'è inizio e nessuno sviluppo di personaggi - ma una collezione di descrizioni delle città che Marco Polo ha visitato durante i suoi lunghi viaggi, separati da una successione di dialoghi tra Kubilai Khan, l'imperatore orientale, e Marco Polo il viaggiatore, il quale non è interessato a fornire a Kublai Khan un'accurata descrizione geografica delle città, ma una più profonda conoscenza dell'impero attraverso particolari capaci di trasmetterne l'essenza.
Nelle "Città Invisibili" non si trovano quindi città riconoscibili, ma "immagini di città felici che continuamente prendono forma e svaniscono, nascoste nelle città infelici", per offrire al lettore spunti di riflessione sulle problematiche delle città.

Le città e la memoria

Diomira
Isidora
Zaira
Zora
Maurilia


Le città e il desiderio

Dorotea
Anastasia
Despina
Fedora
Zobeide

 

Le città e i segni

Tamara
Zirma
Zoe
Ipazia
Olivia


Le città sottili

Isaura
Zenobia
Armilla
Sofronia
Ottavia

 

Le città e gli scambi

Eufemia
Cloe
Eutropia
Ersilia
Smeraldina

 

Le città e gli occhi

Valdrada
Zemrude
Bauci
Fillide
Moriana


Le città e il nome

Aglaura
Leandra
Pirra
Clarice
Irene

 

Le città e i morti

Melania
Adelma
Eusapia
Argia
Laudomia

 

Le città e il cielo

Eudossia
Bersabea
Tecla
Perinzia
Andria

 

Le città continue

Leonia
Trude
Procopia
Cecilia
Pentesilea

Le città nascoste

Olinda
Raissa
Marozia
Teodora
Berenice

 






 
 

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