Colleen Corradi Brannigan

Nata nel 1971, l'artista ha compiuto i suoi studi artistici a Londra, Tokyo e New York, dove si è fatta conoscere principalmente per i suoi lavori espressionisti. La sua attività espositiva inizia nel 1999 con una collettiva presso il Covent Garden Flower festival di Londra. Seguono numerose collettive e personali sia in Italia che all'estero. Sono evidenti note espressioniste soprattutto nella sua serie di strumenti musicali e labirinti eseguiti ad olio, acquerelli, o incisioni.
Ma è con gli studi architettonici dal prevalente stile surrealista che Colleen ha ottenuto l’attenzione della comunità letteraria italiana, e della comunità scientifica internazionale.
L’enciclopedia della Letteratura Italiana Ed. Luigi Einaudi ha scelto le sue “Citta’ Invisibili” per illustrare l’opera di Italo Calvino (Vol, 17).
La rivista spagnola di matematica Suma+ (n.61 Giugno 2009)ha giudicato "Straordinario il modo in cui Corradi interpreta le Citta’ di Calvino incorporandone gli aspetti matematici di alcune di esse: la caratteristica urbana primordiale di Trude; la riproduzione di quello che in matematica si chiama inversione geometrica in Valdrada; la configurazione frattale tridimensionale di Pentesilea;  la superficie elicoidale di Olinda".
Anche critici italiani di primo piano come Paolo Levi si sono occupati dell’opera dell’artista.

Colleen e le città invisibili

Il primo approccio con “Le città invisibili” si era risolto in una superficiale indifferenza. Nient’altro che parte del programma universitario da completare; ed erano rimaste per anni a dormire nella memoria. Poi un giorno, a New York, mentre preparavo delle incisioni disegnando dei castelli inglesi che conoscevo, Eudossia ha preso forma.
Così le polverose città di un tempo si sono risvegliate e hanno gettato le fondamenta dei mondi immaginari che volevo creare dai disegni “inglesi”.
Ora ogni volta che ripasso tra le strade delle città di Calvino traggo nuove ispirazioni date da parole che non avevo notato o significati che aprono altre interpretazioni in una scoperta che ancora non è finita.

 

Testi di Monica Miuccio