Abbiamo incontrato Colleen Corradi Brannigan a pranzo, a casa sua, perchè per conoscere meglio un artista è bene vedere di cosa si circonda. E infatti la sua casa è espressione stessa della sua arte: quadri, calcografie, sculture, vasi, e persino le lampade portano il suo nome. Divide la sua casa con Godzilla , un iguana gigantesco e pacifico , riprodotto anche su appliques ed altri oggetti.

Padre veneto e madre irlandese, Colleen Corradi Brannigan è nata e cresciuta a Pescara , ma ha viaggiato e studiato i diversi modi dell'arte in tutto il mondo.

Colleen , quando hai iniziato a dipingere?

Non lo ricordo, ma ero davvero piccolissima. I miei mi misero i pennelli in mano per farmi stare buona, mentre dipingevano loro, e non ho più smesso. Ma la mia vita artistica è iniziata dopo il liceo, quando ho iniziato a viaggiare e vivere a New York e Londra per imparare nuove tecniche e perfezionare ciò che già sapevo.

Fai l'artista a tempo pieno?

No, sarebbe impensabile vivere di sola arte, qui in Italia. L'arte è il mio hobby, anzi la mia seconda vita, visto l'importanza che le do , ma per vivere ho una scuola dove insegno inglese. Per fortuna mi lascia del tempo per dipingere, creare e, soprattutto d'estate, viaggiare.

Hai dipinto ed esposto in varie parti del mondo: in quali Paesi sono presenti le tue opere?

Di sicuro in tutti i continenti! E in molte parti del mondo, perchè oltre ad esporre in America, Giappone e Inghilterra, e naturalmente in Italia (l'ultima sua mostra è "Onde .. ", ospitata lo scorso febbraio dall' Ecoteca di Pescara , n.d.r. ), molte mie opere sono state "merce di scambio" con altre opere di amici artisti conosciuti a New York o Londra, quando studiavo lì.

Dicevi che in Italia è impensabile campare con l'arte... come mai secondo te?

In Italia si è un po' refrattari a queste cose perchè è un Paese imperniato sull'arte, ma campa di rendita, di vecchie glorie: è il Paese di Michelangelo, Leonardo, Giotto, Caravaggio ... è impossibile superare i maestri. Ma soprattutto in Italia non si "fa" arte e uno dei motivi è che l'artista straniero che viene a studiare in Italia ha difficoltà con la lingua, perchè gli italiani non parlano inglese, figuriamoci altre lingue, quindi è quasi impossibile seguire le lezioni per chi non conosce l'italiano.

Mentre altrove, in città come New York, si respira un'aria cosmopolita, la gente arriva da tutto il mondo, il confronto, la sperimentazione, è il pane quotidiano. Non c'è un'eredità artistica da perpetrare, semmai si lavora per crearne una.

Tu a quali artisti ti ispiri?

Più che ispirarmi a loro, mi piacciono i loro stili: penso a Picassi e Braque del primo periodo cubista (1912/13), ma mi piace molto l'uso che Kandinski fa del colore, così come mi piace il suo essere controtendenza, anche nella vita privata. Però sono stata spesso associata ad Escher , benchè ad un'analisi attenta non ci sono molti punti di contatto con lui.

Forse lo ricordi per la visione prospettica delle tue "Città Invisibili"...

Ad un impatto iniziale, forse, ma le sue regole prospettiche sono nettamente diverse dalle mie, come pure la logica e l'intento. Le mie "Città invisibili" derivano dalla lettura dell'omonimo testo di Italo Calvino e nel realizzarle impiego le mie conoscenze di architettura, anche se le ho un po' stravolte.

Qual è l'opera che secondo te ti rappresenta meglio?

Quelle dipinte o create d'impulso. Una tela dal titolo " Tsuami ", presentata nella mostra dell' Ecoteca , ad esempio . È diventata una gigantesca onda mentre invece ero intenzionata a dipingere dei violini... tutto ciò che nasce senza che io lo cerchi, un'opera d'arte che mi prende e mi conduce per mano: questi sono i lavori che mi rappresentano meglio.

Dove è possibile ammirare le tue opere?

Per il momento non ho in programma nuove mostre, quindi chi vuole sapere come lavoro intanto può farlo sui miei siti: www.cittainvisibili.com e www.calcografie.com. ma vi terrò info rmati su ogni mia prossima iniziativa.

L'immagine di copertina è "Zoe", una delle "Città Invisibili" di Colleen Corradi Brannigan.

Floriana Riggio
florianariggio@hotmail.com

articolo apparso su:
"Giorno e Notte" di aprile 2005







Colleen Corradi Brannigan
 
 
 
 

©2005 Colleen Corradi